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UN GATTO MAGICO

I piatti erano stati lavati, gli avanzi messi in frigo e la tovaglia sbattuta dalle migliaia di briciole di pane.

Ora il papà era disteso sul divano a guardare la TV, mentre la mamma, accanto a lui, leggeva un libro sulla vita in montagna. Le luci basse illuminavano appena la casa, avvolta dal buio della sera.

Nella sua cameretta, Matilda disegnava dondolando i piedi sotto la scrivania. Per osservare meglio il suo quadernetto era costretta ad allungare il collo come una giraffa curiosa.

Tra i piccoli rumori della casa si sentivano anche i passetti morbidi di Gatto. Aveva appena finito di mangiare ed era pronto per il sonnellino serale. Il suo piano era semplice: svegliarsi alle quattro del mattino e tormentare Matilda finché non gli avesse dato da mangiare.

Gli umani cadevano sempre nei trucchi dei gatti.

E lui era un professionista.

Nel frattempo, oltre il soffitto bianco, oltre il tetto, oltre perfino le nuvole, le stelle scintillavano come milioni di minuscole luci lampeggianti.

Tick tack.

Tick tack.

Sembravano lanciare un avvertimento.

Perfino i pipistrelli, che svolazzavano nel cielo notturno, iniziarono a nascondersi. Da lontano avevano già sentito il sibilo inconfondibile di una scopa volante.

Da qualche parte, per ragioni misteriose, qualcuno aveva deciso di rubare nella casa di una strega.

Gatto, addormentato davanti alla finestra era arrotolato come una ciambella al cioccolato quando una scia luminosa attraversò il cielo.

La strega Nama sfrecciò a tutta velocità senza accorgersi di lui.

SBADOOOOOOM!

Un boato tremendo fece vibrare tutta la casa.

Qualcosa aveva sfondato il tetto.

La strega! 

Una gigantesca nuvola di polvere si allargò nel salotto. I genitori, sconvolti, corsero a vedere cosa stesse succedendo e si ritrovarono davanti una figura alta e verdognola intenta a spolverarsi le spalle.

Nel polverone si vedevano soltanto due occhi verdi luminosissimi.

Poi Nama scoppiò in una risata malvagia.

Dalla sua bocca uscì un vento gelido che congelò all’istante i due genitori, trasformandoli in due statue di ghiaccio spesso. 

Con un’altra risata graffiante, la strega ghiacciò il resto della casa: divani, tende, sedie, lavatrici, letti, comodini.

Ogni cosa venne ricoperta da uno strato di ghiaccio scintillante.

Gatto, con il pelo rizzato, si guardava attorno terrorizzato. Non sapeva dove scappare.

ZAAAN!

Una mano lo afferrò per il coppino.

— ECCOTI QUA, BISCOTTO-OH! SEI SALVO-OH! ADESSO TI RIPORTO A CASA-AH!

Matilda, invece, era stata abbastanza furba da non fare il minimo rumore e si era nascosta sotto il letto. Non aveva fiatato neppure quando il ghiaccio aveva ricoperto tutta la stanza.

Quando la polvere iniziò a dissolversi, riuscì a vedere il proprio fiato uscire dalla bocca come una nuvoletta bianca.

Aspettò ancora qualche secondo.

Silenzio.

Nessuno.

Allora sgattaiolò fuori dal suo nascondiglio. 

Piano piano scese le scale. Guardandosi intorno, non riusciva a capire come tutto quello fosse possibile.

La casa sembrava un freezer abitabile. 

Al piano di sotto trovò i suoi genitori immobili, completamente congelati.

— Mamma! Papà! 

Provò a scuoterli e cercò perfino di sciogliere il ghiaccio col suo fiato caldo. Qualche gocciolina iniziò a scendere, ma dopo quasi un’ora era chiaro che ci sarebbe voluto una vita .

Fu allora che le venne il pensiero. 

Gatto.

Dov’era Gatto?

Matilda iniziò a correre per tutta la casa, cercando sotto i tavoli, dietro le tende, dentro gli armadi.

Niente.

Qualcosa lo aveva portato via.

Nel frattempo, nella grotta della strega Nama, una ciotola ricavata dal teschio di un toro venne riempita di crocchette.

— BISCOTTO-OH! CHE BELLO-OH! SEI FINALMENTE A CASA-AH!

— Miao? — rispose Gatto, confuso.

— QUELLA FAMIGLIA CHISSÀ COSA VOLEVA FARTI-OH! L’altra notte, tornando dalla spesa di vermi e blatte per le pozioni, ho trovato la porta forzata! Mi avevano rubato tutto-oh!

La strega iniziò a contare sulle dita ossute.

— Il pentolone-oh! I teschi-oh! I cappelli a punta-oh! E soprattutto… TE!

Lo strinse forte tra le braccia.

— Oh, mio piccolo Biscotto-oh…

Quella notte stessa partirono in missione a bordo della scopa volante.

Sotto di loro il villaggio sembrava addormentato. Solo qualche lampione illuminava le strade deserte.

Il piano della strega era sempre lo stesso: Biscotto doveva miagolare davanti a una finestra, il bambino si sarebbe avvicinato e lei lo avrebbe rapito.

Gatto era terrorizzato.

La coda gli tremava come uno spaghetto.

Si fermarono davanti alla finestra di una cameretta.

— SBRIGATI-IH! TI SEI ARRUGGINITO-OH OH OH?

Gatto chiuse gli occhi.

— Miuauu… — disse piano.

GRACK!

Successe una stranissima cosa. 

Il bambino addormentato iniziò a fluttuare dal letto.

La finestra si spalancò da sola e il piccolo cominciò a volare lentamente fuori dalla stanza, ancora in pigiama. 

La strega Nama rimase a bocca aperta.

— BISCOTTO-OH! COME HAI FATTO?!

— Miao?

— TU NON SEI BISCOTTO-OH! OH NO-OH… TU HAI TUTTI I POTERI DEI GATTI NERI!

— Miao.

 

Durante il viaggio di ritorno, guardò dall’alto la sua casa congelata. Attraverso una finestra vide Matilda correre da una stanza all’altra cercandolo.

E gli venne un nodo di palla di pelo in gola. 

Quando arrivarono alla grotta, Nama iniziò a camminare avanti e indietro tutta agitata.

— CHISSÀ COSA POTREMMO FARE IO E TE INSIEME-OH! EHEHEHEHE!

Nel frattempo il bambino continuava a fluttuare a mezz’aria russando come un trattore .

Gatto sembrava sempre più preoccupato.

— Tu non sei Biscotto-oh… SEI MOLTO MEGLIO-OH OH!

Poi afferrò il bambino per una caviglia e iniziò a farlo girare come una trottola tutta esaltata. 

Gatto spalancò gli occhi e strinse le zampette e urlò:

— MIAUUUOOO!

FUOOOOOOSH!

Il bambino sfrecciò fuori dalla grotta come una freccia e sparì nella notte. Era di nuovo nel suo letto caldo, addormentato come se non fosse successo niente .

— NOOO-OH! COSA HAI FATTO?!

— MIAO! — rispose Gatto, stavolta molto deciso.

La strega si fermò.

— COSA-OH? VUOI FARE… UN PATTO?

— Mao.

— Mmmmh… interessante-oh. Continua.

Gatto iniziò a miagolare seriamente.

— Miao. Mau. Miiiau. Miao!

La strega ascoltò in silenzio, piano piano sul suo volto comparve un sorriso. Sempre più grande. 

Un sorriso enorme. Gigante. 

— AFFARE FATTO-OH OH!!!!!

Quella notte stessa, Nama tornò alla casa di Matilda e sciolse tutto il ghiaccio.

CRAAACK…

I genitori ripresero a muoversi.

Le tende tornarono setose, il pavimento di lavò tutto di ghiaccio sciolto e perfino il latte nel frigorifero si scongelò. 

PUF!

La memoria dei genitori sparì completamente tranne quella di Matilda.

Quando vide Gatto correre verso di lei, lo strinse fortissimo.

Aveva avuto paura di non rivederlo mai più.

Da quel momento le serate tornarono normali.

O quasi. 

I piatti venivano lavati.

Gli avanzi messi in frigo.

La tovaglia sbattuta dalle migliaia di briciole.

Solo che, certe notti, quando tutti andavano a dormire…

Gatto non pensava più a fare gli scherzetti alla padroncina. Ma guardando la luna iniziava a cantare. 

— MIAOUUUU… MIAOUUUU…

Allora, in silenzio, centinaia di bambini si sollevavano nei loro pigiamini colorati, fluttuando nel cielo notturno verso la grotta della strega Nama. Era uno spettacolo spaventoso ma la mattina dopo tornavano tutti a casa.

Le tasche piene di caramelle.

E un incredibile amore verso i gatti neri.

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